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mercoledì 5 agosto 2009

...se non vuoi passare 6 mesi in ospedale!

Giorni fa eravamo a casa di una coppia di amici che ha un bimbo di 6 mesi. LUI ha sempre fatto discorsi che non mi vanno particolarmente a genio, come quando se n'è uscito con una frase del tipo: "ma una donna che tiene pulita la casa non si deve mica sentire una schiava. io una donna sporca non me la sarei mai preso."
Mi viene da pensare ' sì, raccontala a qualcun altro. un modo "gentile" di relegare la donna ai soliti 4 compiti retrogadi.' Io la vedo così.

Fatto sta che davanti agli amici fa "battute" maschiliste e tratta la sua compagna in modo riprovevole. LEI, peraltro, l'ho vista sempre accondiscendente, "troppo buona"

L'altro giorno, dicevo, eravamo da loro. E con mio stupore hanno iniziato a beccarsi verbalmente. Mi sono stupita soprattutto di LEI, che forse ritenevo superficialmente troppo succube.
Ad una richiesta (o per meglio dire ordine) di LUI, LEI non ha risposto e ha continuato a fare le sue cose. LUI ha insistito con i soliti toni di superiorià maschilista e LEI deve aver detto qualcosa come "Ma perchè devo risponderti?"
E LUI: "Se non vuoi farti 6 mesi di ospedale!"

Ogni commento è superfluo. Io sono rimasta impietrita.

Con questo non sto dicendo che LUI le metta le mani addosso o che sia totalmente una persona di m., anche perchè si fa in 4 sul lavoro. Ma rimango sempre sconcertata da come possano ancora esistere mentalità così becere e maschiliste al giorno d'oggi, anche se poi la violenza domestica in Italia è una vera piaga sociale.

giovedì 16 luglio 2009

L'immagine che ho di me negli ultimi tempi

Eloquente, no?

Qualcosa deve cambiare! Che dite?

domenica 12 luglio 2009

Nostalgia - parte seconda

Era già da giorni che il mio pensiero tornava nostalgico a quelle giornate universitarie che ai tempi consideravo una monotona routine. Adesso prendere appunti seguendo una lezione di filosofia piuttosto che sentire l'adrenalina addosso per un esame incombente mi sembrano cose di una vita lontana, poco apprezzata nel momento stesso in cui sono state vissute. Ma d'altro canto si sa che tutto si apprezza, e magari rimpiange, a posteriori.
In questi giorni ho fatto ricerche in internet con l'intenzione di iscrivermi ad una specialistica, forse con l'illusione di potermi ancora una volta sentire una giovane studentessa universitaria, con un futuro da creare come una pagina bianca su cui scrivere. Mi soffermo ad immaginare come potrà essere e, anche se consapevole del fatto che dovrei vivere un'università mordi-e-fuggi (da non frequentante, ovviamente) devo ammettere che se penso di dover tornare sui libri mi sento - come si dice? - le farfalle nella pancia. E sono qua che rifletto.. Antropologia? Comunicazione e Marketing?


Oggi ero al centro commerciale con il mio ragazzo e con Gabri. Ero seduta ad un tavolino e stavo dando un po' di gelato al pargolo quando il mio sguardo ha incontrato quello di una vecchia collega universitaria che stava passeggiando col suo moroso. Ci siamo salutate e abbiamo realizzato che era una vita che non ci vedevamo. Anni. "Dalla Cina" ha detto lei. Sì, dalla Cina.
Tante cose sono cambiate. Io le ho presentato mio figlio e lei mi ha raccontato che poi ci è ritornata in Cina. E' stata a Pechino col suo ragazzo per un anno (tra l'altro la loro storia d'amore è nata proprio durante quelle cinque settimane di corso che avevamo fatto insieme a Shanghai).
In quel momento è successa una cosa strana. Io la guardavo sognante e per un attimo ho immaginato di essere lei, spensierata, figlia del mondo, libera. Ho immaginato di poter viaggiare, conoscere, sperimentare. Ho visto in lei quella che sarei potuta diventare e quello che non ero.
Ma lei guardava me. Guardava mio figlio. Si stava immaginando mamma, con un bimbo tra le braccia e un amore incondizionato che le riempiva il cuore. Tanto che mi ha detto: "Ti invidio". E io sono rimasta davvero stupita da queste parole. Forse poco comuni al giorno d'oggi, poco "di moda".


Un giorno lei sarà sudata, stanca, stremata ma col sorriso sulle labbra perchè avrà in braccio il suo bebè.
Io sarò lontano da qui, col mio ragazzo e il mio adorato bambino, in Cina o chissà dove, e anche io sorriderò.
C'è un tempo per restare e un tempo per andare.
I sogni sono parte di noi, non vanno lasciati morire. Siamo noi a decidere se domani ci sarà il sereno o pioverà. Noi che decidiamo se è tempo di vivere o di morire. Il sole deve prima splendere dentro di noi, solo così potrà splendere anche fuori.
Desideri, sogni ambizioni. Non vi lascerò morire. La vita è una sola e non si sa mai cosa c'è dietro l'angolo. L'importante è come si aspetta e si affronta quello che ha in serbo per noi.
La maternità mi ha regalato qualcosa di importante, che prima non riuscivo a fare mio: la voglia di vivere.

giovedì 2 luglio 2009

Le tante facce del condominio - parte terza

Oggi un vecchietto del cortile si avvicina minaccioso e mi mostra un foglio con su scritto a computer e in stampato ciò che segue:


A TUTTI I CONDOMINI
DAI 60 AI 70 ANNI

CONSIGLIAMO

VENDETE LE
VOSTRE CASE E ANDATE AD
ABITARE NELL'OSPIZIO.


Mi spiega che nella casella per le pubblicità ha trovato un mazzetto di foglietti tutti uguali, che ha chiesto in giro ma è successo solo nel nostro cortile. Mi chiede di farlo vedere anche a mio marito e mi avvisa che andrà dai carabinieri - secondo me stava sondando il terreno -. Io gli dico che non ne so niente e chiedo qualche informazione in più. Dei sospetti iniziavano a venirmi...

Inizialmente ho pensato ai "mortinchiuppete" - così da me soprannominati - che stanno di sotto: l'allegra coppietta casinista che dopo messaggi anonimi (tra cui il mio post-it) e intimidazioni da parte dei vecchietti del cortile, che se la son presa col ragazzo perchè posteggiava la sua moto un po' ovunque (sotto la finestra della signora C., dentro al gazebo riservato alla pattumiera, ecc.), potrebbe aver cercato un modo per "vendicarsi". In effetti sono qui da pochi mesi e non gliene hanno fatta passare una!

Poi però m'è tornata alla mente l'accesissima lite avvenuta sul mio pianerottolo di cui ho già scritto... In effetti... Perchè non potrebbe essere stata la pazza isterica del piano di sopra? L'inferocito pitbull che stava per far venire un infarto ad un'anziana coppia di coniugi?

Si accettano scommesse!

p.s.: Ma che pettegola sto diventando? Peggio delle vecchie comari! Ah, vita da condominio...

domenica 28 giugno 2009

Tornata a casa!

Eccomi qui. Ultimamente faccio fatica a riordinare il caos di idee che ho in testa e non riesco nemmeno a scrivere. In questi giorni ho iniziato un tot di post che poi ho cancellato. Vediamo se questa volta riuscirò a metter giù due righe di senso compiuto.

Sono di ritorno da un mesetto passato al mare con pargolo al seguito e un via vai di gente pazzesco: mio papà, la sua compagnia, i miei due fratellini, mia suocera e il mio ragazzo. Ma praticamente passata a star dietro al piccolo da sola. Diciamo che ora ho davvero bisogno di una vacanza! -.-
Non sono mai stata più contenta di tornare a casa e devo ammettere che la sensazione qui è piacevole: niente baccano, niente rombi di moto, clacson di auto, urla di ubriachi, schiamazzi di bambini, raffiche di vento. Chi l'avrebbe mai detto?! Ho sempre adorato il mare.. Questo ti fa capire quanto si possa cambiare per via delle circostanze, anche perchè in effetti è stato tutto fuorchè rilassante.

Adesso sono qui nel silenzio del mio paesino (che ho sempre odiato), nella mia tranquillità, nel mio non dover render conto a nessuno, o quasi.. Non pensavo che la mia casetta avesse un odore così gradevole! Che queste stanze potessero darmi quella sensazione di equilibrio che nella mia testa non è mai esistito.

C'è un silnenzio rassicurante, una calma e una pace che sembrano quasi mistiche. Un non so che, qualcosa di indefinito, una sensazione raramente provata. Credo sia proprio quella sensazione di casa e di famiglia di cui tutti parlano e che io non ho mai avvertito, perchè non ho mai considerato la mia "vecchia" famiglia come una famiglia. Adesso invece è tutto cambiato..

Sono tornata a casa!

mercoledì 27 maggio 2009

Le tante facce del condominio - parte seconda

Stasera ho assistito ad una scena che non avrei mai creduto di poter vedere in vita mia. E l'ho guardata attraverso lo spioncino della mia porta!
Preciso che non sono ne una curiosona ne una pettegola... Ma conoscendo il soggetto che abita sopra di me non vorrei essere impreparata se qualcuno dovesse mai venire a chiedermi spiegazioni per qualcosa...

Ma partiamo dal principio!

Inizio a sentire le urla della pazza nevrotica... Solo che questa volta sono molto più nitide... Certo, è in mezzo alle scale! Inoltre dal modo in cui grida dietro al suo interlocutore capisco che quest'ultimo è una donna... Mi chiedo cosa stia succedendo, con chi ce l'abbia, visto che il marito e i figli fino a prova contrario sono maschi! Ad un certo punto avverto la porta dei miei dirimpettai - i vecchietti - che si apre... Oddio, che caspita sta accadendo?

I miei vicini stanno litigando tra loro! Ma i toni della pazza nevrotica sono accesi! Che dico, accesissimi! Vi giuro, sbraitava! Mi chiedo se ce l'ha davvero con quei due poveri cristi. Vedo i nonnini uscire dalla porta e questa che scende come un pit bull per le scale con al seguito il marito che se ne sta muto. Non capisco una mazza. Sento solo che parlano di un motorino e di una bicicletta appartenenti all'anziana coppia. La pazza sta difendendo i suoi figli, accusati di averli spaccati.

Volano insulti e paroloni! La nevrotica è fuori di sè, la vecchietta con tutta calma minaccia di denunciarla e il marito di quest'ultima sta per essere colto da un infarto. Le urla della pazza nevrotica proseguono per lunghi minuti finchè non decide di tornare a cuccia risalendo le scale, con l'ebete al seguito. E mentre sale la sento abbaiare: "Scema! Asino!". I vecchietti richiudono mesti la porta dietro di loro.

A parte che sono rimasta sbigottita da tutto questo, soprattutto dall'irruenza e dalla ferocia della pazza nevrotica, mi sono posta molte domande, ricordandomi anche di tutti i casi di cronaca che riportano omicidi avvenuti in conseguenza a discussioni condominiali molto accese e al ripetersi di queste. Perchè davvero... La cosa è stata esagerata!

In particolare mi sono resa conto che le persone molto spesso sfogano le loro frustrazioni sul vicino di casa, facile preda, che riesce a farti innervosire per le piccole cose di ogni giorno.
Chissà quanti angoli bui ci stanno dietro ad un tale incaponimento, all'insofferenza verso chi ti sta accanto.
Penso che a volte la noiosa routine, quel soffocante ripetersi di gorni tutti uguali, con le stesse ansie, gli stessi problemi, porti a prendersela con chi sta di contorno a tutto questo. Con chi ti accompagna, seppur involontariamente, nei tuoi percorsi di noia e solitudine.

Cocludo dicendo che bisogna stare attenti a non incastrarsi in tali circoli viziosi che rendono la vita difficile se non insopportabile.

Ammetto che la cosa mi ha lasciato dentro una sensazione angosciosa. Staremo a vedere... Io vi tengo aggiornati!

sabato 23 maggio 2009

L'incontro con Wonder

Finalmente! Dopo più di un anno che io e il mio ragazzo seguiamo le avventure della mitica Wonder, raccontate sul suo esilarante blog, Machedavvero?, aggiunto ai segnalibri e cliccato quasi ogni giorno, mi si propone l'occasione di conoscerla, di vedere la sua faccia, di guardarla dritto negli occhi!
Ebbene sì! E' a Milano! E' un occasione che si presenta poche volte nella vita e non bisogna lasciarsela sfuggire! Mi dico che andrò al MaM, a tutti i costi!

Stamattina il destino però sembra remarmi contro! Mi sveglio alle otto perchè devo portare il pargolo in piscina. Vado in bagno e con un urlo disperato avviso il mio ragazzo che sarà lui a dover entrare in acqua perchè... mi sono arrivate le rosse!
Alle 11 toniamo dalla piscina. C'è il delirio completo! Per una volta che sono IO ad uscire e non LUI sembra che stia per crollare il mondo! C'è da preparare la pappa al piccolo e mille altre cose, io mi infilo sotto la doccia, mi metto le prime cose che trovo ed esco coi capelli fradici legati con una molletta (li ho tuttora bagnati in testa!). Con la paura di fare tardi e i crampi al basso ventre corro sotto al sole cocente e fortunatamente riesco a salire sul treno. Dopo mezzora prendo la metro e mi godo tutte le fermate da brava sardina milanese!
Arrivo. Scendo. Mi perdo.
Eh beh.. certo.. io sono solo una povera provinciale! Dopo aver chiesto solo a stranieri provenienti da ogni dove, che naturalmente non ne sapevano un tubo, a digiuno e con un inizio di insolazione, trovo chi mi sa indicare la via! Compro una pizzetta al volo e giungo a destinazione.
Entro, chiedo, trovo la sala dove si svolge l'evento. C'è un cartellone con l'ordine in cui le mamme parleranno. Trovo il nome Wonder nel primo blocco, quello delle 14,30. Bene. Sono in orario. Mi siedo. Si sta facendo tutto più reale. Ora devo solo trovarla!

Inizio a guardarmi intorno con una certa adrenalina addosso e comincio a studiare tutte le donne nella sala che hanno il cartellino (le mamme blogger!). No, quella è troppo poco bionda. No, quell'altra è un po' troppo robusta. Aspetta, stanno facendo una foto tutte insieme! Ma non c'è nessuna che potrebbe essere lei... Magari ha avuto un contrattempo... NO! NON PUO' ESSERE!

Ad un certo punto vedo una ragazza bionda che corre verso le altre per fare la foto arrivando troppo tardi. E' lei, me lo sento! E' l'unica bionda!!
Mi passa di fianco e subito leggo sul cartellino: Wond... E' LEI! E' LEI'!
La raggiungo e mi presento!

Ragazze... La sensazione è davvero stranissima! Non la immaginavo per nulla così! Già nella mia testa me l'ero sempre immaginata mora finchè non ho appreso dal blog dei suoi colpi di sole!
La guardo, la studio. Ha dei lunghi capelli biondi, gli occhi azzurri dietro ad un paio di occhiali, la pelle molto chiara. E' dolce, molto carina! Cerco in lei qualcosa della Wonder che conosco io ma non riesco a trovarlo! Quella mamma ribelle e tosta ha una faccia che a primo acchitto mi pare angelica!

Scambiamo due parole veloci, la situazione non ci permette di approfondire. Anche la sua voce è molto dolce. Le chedo se posso scattarle una foto. Lei accetta titubante. Io le giuro che non la pubblicherò mai da nessuan parte e lei scherzosamente (secondo me era molto seria! :D) minaccia di denunciarmi! Alchè ci andiamo tutti a sedere che l'evento deve iniziare.

Il suo intervento, nonostante i pochi minuti a disposizione, è fantastico! Ma non potevano esserci dubbi. Parla della mamma stereotipata di oggi, del lato oscuro della maternità, dei tabù che ci stanno dietro. Riceve gli applausi delle altre mamme e io mi commuovo! Ebbene sì.

Sarei voluta stare lì molto più di un'ora e mezza. Ma tra tutto non era giornata e dopo aver ascoltato sei, sette interventi davvero interessanti di mamme che devono conciliare doveri e piaceri, che vogliono sdoganare le vecchie credenze sulla maternità, che combattono ogni giorno contro i pregiudizi, dico a Wonder che per me è stato un vero piacere conoscerla e la saluto!
Il nostro breve incontro ha così termine!



Al ritorno, aspettando la metro, mi sento soddisfatta. Dopo tanto tempo L'ho conosciuta! Ripenso all'incontro, alla foto, al discorso. Adesso devo abituarmi alla nuova immagine della Wonderlandgirl che conosco da più di un anno solo attraverso uno schermo. Devo abituarmi alla sua VERA immagine!
In quel momento però avverto una strana sensazione...
AZZ!











































































Il NOME! Noooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!






P.s.: W le mamme blogger! Non spegnamo la nostra voce! Facciamoci sentire, facciamoci conoscere! Un giorno le cose FORSE saranno diverse!

mercoledì 6 maggio 2009

Le tante facce del condominio

Per chi come me è sempre stato abituato a vivere in una villetta, nel momento in cui si ritrova ad abitare nell'appartamento di un condominio, si sente inevitabilmente stranito. Sono circa 9 mesi che sono venuta ad abitare qui e devo dire che la mia vita è cambiata anche per questo.

Innanzi tutto in questa realtà ti viene imposto un obbligo di socializzazione. Per esempio, nel momento in cui esci di casa e stai per chiudere la porta ti può capitare di incontrare i dirimpettai che stanno tornando a casa. E siete tutti lì, ad un metro e mezzo di distanza con le porte aperte una di fronte all'altra. E non puoi esimerti dall'intavolare un improbabile discorso. Quando poi i tuoi dirimpettai sono due vecchietti e tu hai un bimbo di pochi mesi il gioco è fatto!

Inoltre entri a far parte della vita di altre persone anche quando loro non ne sono consapevoli (o quasi). Scopri che la signora di sopra è una pazza isterica che riesce ad andare avanti per un'ora ad urlare dietro ai suoi due figli, i quali neanche si degnano di risponderle. O che quelli di sotto sono due casinisti che hanno quasi ogni sera a casa ospiti e ridono e scherzano fino alle due di notte (tanto che hai dovuto lasciar loro un post it sulla porta!) e che quando invece sono soli in casa si danno a delle attività che normalmente non dovrebbero essere altrettanto rumorose (n.d.r.).

Il bello arriva la mattina, quando esci sul balcone posteriore per stendere i panni. Qui ti rendi realmente conto di quanto la tua vita sia cambiata. Ti guardi intorno e vedi un sacco di donne, per lo più vecchiette, che stanno stendendo i panni nello stesso momento. E non solo quelle del tuo palazzo, anche quelle dei palazzi limitrofi, e ti senti parte di una coreografia (ammetto che non avendo mai steso i panni prima di venire a vivere qui ho preso qualche spunto su come appendere determinate cose sbirciando qua e là i metodi delle altre signore). Meno male che ogni tanto stende il mio ragazzo, così incontra la nonnina del balcone di fianco e si mette a chiacchierare un po' con lei (eh sì, lo ammetto: lui ha delle doti di socializzazione che alla mia persona sono completamente sconosciute!).

Per finire, quando non c'è l'ascensore, come nel mio caso, e si devono fare miriadi di scalini a piedi, il condominio assume una nuova faccia: ogni piano ha un suo odore e ti permette di fantasticare sui tuoi vicini, oltre che capire molto di loro. Quando esco sul pianerottolo sento sempre uno stuzzicante profumino di cipolla e so che la vecchietta sta cucinando: ottima cuoca! Scendendo di un piano invece vengo sorpresa dall'odore acre di sigaretta mischiato ad un forte profumo di lacca: chissà la serata che si è organizzata la giovane coppia casinista!
A volte invece mi arriva fino in casa un odore quasi insopportabile di alcol che proviene dalla pazza del piano di sopra: è nevrotica pure nelle pulizie di casa!

Insomma... Non sono più nelle mie quattro mura. Queste mura sono di tutti e devo imparare a convivere con questo fatto! Se per certi versi può risultare difficile e faticoso, per altri è davvero divertente ed istruttivo!

mercoledì 22 aprile 2009

Mamma e... DONNA!

Uno dei miei hobby è il canto. Stasera sono andata a provare per uno spettacolo a cui FORSE parteciperò. Era la prima volta che incontravo i musicisti. Due li conoscevo già altri due no. E ho avuto la spiacevole occasione di conoscerli stasera.

Il bassista (che mi conosce perchè abbiamo partecipato entrambi ad uno spettacolo nel quale sono andata in scena al settimo mese di gravidanza) mi chiede quanto ha ora il mio bimbo. E io rispondo. 7 mesi. A questo punto interviene il genio (chitarra o simili) e mi dice:
- Ah, e dove l'hai lasciato? Al betrotrofio? (o qualcosa del genere) E io:
- Eh?!
E il bassista:
- Intende dove si abbandonano i bambini.
E io: :-o
In questo momento non ho dovuto nemmeno collegare il cervello alla bocca, le parole sono uscite da sè:
- E' con suo papà, c'è qualche problema?! Adesso i padri non sono capaci di stare coi figli? Le mamme non possono fare più niente? No, non ho mica capito... Mio figlio deve per forza avere una madre frustrata?!
Alchè il genio:
-
Ah, la sindacalista!
E quell'altro (il bassista): L'utero è mio e me lo gestisco io!
E io provocatoria: Volete per caso l'indirizzo del mio blog?!

A questo punto abbiamo continuato a provare. Al momento di andar via ho sospirato:
- Speriamo che il papà non me l'abbia fatto morire! Ah, siete tutti così imbranati?!?

Non è la prima volta che mi capita qualcosa el genere. Ad un aperitivo a cui sono andata con una mia amica quando il pargolo aveva 3 mesi un conoscente, mentre cercavo di spiegare le motivazioni per cui una donna quando diventa mamma non deve annullarsi ma mantenere i suoi spazi e via dicendo, mi ha risposto così:
- Sì, belle scuse.
SCUSE?


1. Si chiede mai ad un padre DOVE HA LASCIATO SUO FIGLIO?

2. Un uomo ha bisogno di "giustificare" ciò che fa nella sua vita?

3. Una donna non può essere libera di vivere come cavolo vuole senza essere additata da anticonformista, sovversiva, rompipalle?
Non penso che la voglia di poter dire e fare quello che desisera evidenzi un suo determinato orientamento politico, un determinato colore della pelle o pensieri di una certa cultura ecc. Si dà per scontato che la donna debba sottostare a quello che la società (uomini = il soggetto giudice) decide per lei (donna = oggetto da giudicare, accidente)?*


Oggi mi sono sentita superiore. Poveri esseri stupidi e ciechi. Poveri uomini.


Sto correndo un rischio: quello di non guardare più in faccia nessuno, di vederli piccoli, miserabili, solo perchè hanno un coso in mezzo alle gambe. Coso con il quale pretendono di dimostrare la loro forza, la loro potenza e il loro potere, la loro virilità. Coso che è anche la loro prigione. Una prigione buia e vuota.


Poveri. Poveri sciocchi.

Poveri. poveri perchè non hanno la possibilità di vedere.


Oggi va' così. E non è facile avendo un compagno col quale doversi relazionare ogni giorno e un figlio maschio da educare.

*Rimando ai numerosi interventi inerenti all'argometo fatti su iononmidepilo da Denise, che è sempre riuscita ad esplicitare al meglio ciò che provo spesso anch'io.

lunedì 30 marzo 2009

Questo bolg nasce sotto una cattiva stella...

Ieri sera ho deciso di aprire questo blog. Mi giro verso il mio ragazzo e gli dico: devo darti una cattiva notizia!
Sì, una pessima notizia per lui.
Dico solo che questo è stato il prestesto per l'ennesimo litigio.

Da quando è nato Gabriele, o per meglio dire da quando sono rimasta incinta, il mondo virtuale ha assunto una notevole importanza per me. Attualmente sono iscritta a tre forum e frequento altrettanti blog. Ecco, questo è fonte di stress per il mio lui. Dice che ormai mi sono alienata.

Attraverso internet ho conosciuto tantissime ragazze che sono madri ma soprattutto donne! Ho avuto la possibilità di raccontarmi, di essere consolata, di commuovermi... Mi sono sentita ascoltata, compresa, capita!

Secondo me è la vita di tutti i giorni che ci aliena. Io molto spesso in famiglia mi sono sentita così.

I giorni di una neomamma sono tutti uguali... o quasi.

Ho bisogno di raccontarmi... e non ditemi che mi sto alienando se non vi interessa ciò che ho da dire nella vita reale. Se quando parlo a malapena mi ascoltate. Se non riuscite a staccare gli occhi dalla televisione. Io comunico, voi subite.

Un benvenuto a tutti!